Jacko: mistero sull’ora del decesso
Secondo quanto le autorità giudiziarie hanno riferito al sito “Tmz”, il coroner di Los Angeles non sarebbe stato in grado di stabilire l’ora esatta del decesso di Michael Jackson, indicata invece con un certa precisione da Conrad Murray, il medico ora sospettato per l’omicidio del cantante.
I paramedici che si sono recati a prelevare Jacko hanno sostenuto che al loro arrivo il cantante era morto da un’ora o forse più. Murray ha riferito intanto alla polizia di aver somministrato il Propofol al re del pop alle 10.40 e di essersi allontanato dieci minuti dopo per andare in bagno. Lì resto due minuti e quando tornò (intorno alle 10.52) trovò che Jackson non respirava più.
Nonostante questo, evitò di chiamare l’ambulanza per l’ora e mezza successiva. I poliziotti non sembrano fidarsi del racconto di Murray ma fanno fatica a stabilire l’ora esatta della sua morte. Non essendosi verificato il rigor mortis, l’unico modo per stabilire un’ora, di solito, è la misurazione della temperatura corporea, che al momento del decesso si assesta su quella dell’ambiente circostante, scendendo o salendo di 1 grado-1 grado e mezzo ogni ora.
Il problema è che, al momento dell’arrivo, la stanza dove era adagiato Jackson era molto calda e il suo corpo si era di conseguenza assestato su temperature innaturalmente elevate. Inoltre i paramedici impegnati nella rianimazione hanno tralasciato di ricorrere al termometro. Una dimenticanza che di certo non faciliterà il lavoro degli investigatori che da giorni stanno cercando di fare chiarezza sulle circostanze della scomparsa di Michael.
Da come stanno le cose, il cantante potrebbe anche essere morto molto prima dell’ora indicata da Murray, ma al momento non c’è nessuna via scientifica per stabilirlo.
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M.G. - it.starlounge.com
Foto: OLYCOM










