Sanremo: è caccia al plagio

È appena finito il Festival di Sanremo ed è già scattata la caccia al plagio. I siti nazionali di spettacolo pullulano di critici “giustizieri” che si divertono a smascherare come copioni buona parte dei cantanti che si sono esibiti sul palco dell’Ariston.
A cominciare dal primo classificato, Marco Carta: il suo brano “La forza mia” è accusata sia di ricordare “Torn” di Natalie Imbruglia e "Un'emozione per sempre" di Eros Ramazzotti, sia di citare brani di Claudio Baglioni (”Un bacio ad acqua salata” oppure “Un gancio in mezzo al cielo”).
La canzone di Arisa "Sincerità", invece, pare avere una somiglianza sospetta con “Don’t take her” di Tracy Byrd, ma anche con "Lonely boy" dei Bee Hive, con "Don't worry be happy" di Bobby McFerrin e con "Vincet" di Don McLean. Ma la lista di chi crea ispirandosi a chi ha già creato è ben più lunga.
Altri esempi? “Una piccola parte di te” di Fausto Leali ricorda moltissimo “Notturno” di Mia Martini. Marco Masini, nella strofa d’attacco di “L’Italia” si ispira a “Che fantastica storia è la vita” di Antonello Venditti.
Nicky Nicolai e Stefano di Battista per “Più sole” hanno invece preso spunto da Mina in “Vorrei che fosse amore”, anno 1968, mentre il duo Alexia-Lavezzi con “Biancaneve” ha “saccheggiato” “Seven Seconds” di Youssou N’Dour & Neneh Cherry.
Francesco Renga ha invece optato per un poutpourri, prendendo spunto per la sua ballata lirica un po’ da Puccini, un po’ da Andrea Bocelli, un po’ della sua “Angelo”. Per concludere, l’attacco di “Non riesco a farti innamorare” di Sal da Vinci assomiglia tantissimo all’intro di “Stay” di Elisa, mentre il brano di Povia “Luca era Gay” ripercorre un po’ le strofe rap Simone Cristicchi in “Ti regalerò una rosa”. Può bastare?
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M.G.
FOTO: OLYCOM

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